La lettura del bilancio per un’analisi critica dell’azienda – 3

bilancio d'esercizioL’analisi critica del bilancio d’esercizio, per una “lettura” dell’azienda non può, ovviamente, prescindere dallo stato patrimoniale, un documento dal quale, anche un lettore privo dei dati più riservati sull’impresa, può trarre utili informazioni sull’andamento della gestione d’impresa.

Soprattutto in periodi di crisi, una delle aree di analisi di maggiore criticità è rappresentata dalle poste oggetto di stime, congetture o scelte discrezionali da parte degli amministratori.

Ci si riferisce alle immobilizzazioni immateriali (che spesso non sono capitalizzabili, nonostante i comportamenti di alcuni redattori di bilancio), a quelle materiali (soprattutto per quanto riguarda l’iscrizione in bilancio delle immobilizzazioni in corso e delel costruzioni in economia) e alle rimanenze.

Per quanto riguarda le rimanenze di magazzino ma anche i crediti e i debiti commerciali un’analisi degli stessi permette di comprendere come evolve il capitale circolante netto rispetto al fatturato dell’azienda.

Ad esempio, un incremento del fatturato che si accompagni ad un pari incremento del ccn (capitale circolante netto) può voler significare un aumento delle dilazioni di pagamento concesse ai clienti. In questo caso, si rende opportuna una ulteriore attività di indagine, magari ricorrendo ad altre informazioni reperibili dal bilancio (nota integrativa). Tale informazione potrebbe essere indice, infatti, della presenza di crediti incagliati che l’impresa, anzichè svalutare, porta da un esercizi all’altro.

E’ di sicuro interesse l’informazione relativa al rapporto fra patrimonio aziendale e indebitamento e il suo andamento nel tempo per evidenziarne eventuali anomalie.

A proposito dell’indebitamento non è da trascurare l’indebitamento con l’erario, poichè essere sintomatico del sistematico ricorso al ravvedimento operoso informazione che, a sua volta, potrebbe essere sintomo di un sintomatico problema dal lato finanziario. A tale riguardo, si tenga presente che, con l’aumento delle soglie di punibilità (e, dunque della rilevanza penale) per il mandato versamento dei tributi, il fenomeno potrebbe subire un aumento.

Altre informazioni rilevanti possono essere rilevate dalla lettura dei conti d’ordine e, come già detto, dalla nota integrativa. Si pensi alle modifiche dei criteri di valutazione o alle informazioni relative alle operazioni con parti correlate.

Daniele Di Teodoro
Dottore commercialista – Revisore contabile

La lettura del bilancio per un’analisi critica dell’azienda – 2

bilancio d'esercizioSaper effettuare una lettura critica del bilancio d’esercizio è, dunque, un primo passo verso una migliore comprensione della gestione d’azienda. Anche per un analista esterno, privo dell’accesso alle informazioni più riservate.

Ad esempio, il conto economico contiene, di sicuro dati che, se saputi adeguatamente leggere, magari dopo opportuna rielaborazione, sono fonte di utili informazioni sull’azienda.

Una delle verifiche che l’analista può fare è se al risultato netto positivo finale (l’utile d’esercizio), corrisponde un risultato prima delle imposte parimenti positivo.

A prima vista, si sarebbe portati a ritenere che ad un risultato dopo le imposte positivo non possa che corrispondere un risultato ante imposte parimenti positivo. E invece la risposta non è così scontata. Infatti l’utile di bilancio dopo imposte o, comunque, il contenimento della perdita d’esercizio, sono determinati dalla fruizione di agevolazioni fiscali (che si riflettono in una riduzione delle imposte correnti) o dallo stanziamento in bilancio di imposte anticipate.

In ogni caso, da un confronto fra le due grandezze (risultato ante imposte vs. risultato post imposte), può già fornire un primo utile set informativo al lettore del bilancio.

Sempre per quanto riguarda le imposte anticipate, si tenga a mente che i principi contabili (OIC 25) ne consentono lo stanziamento in bilancio solo in presenza di una ragionevole certezza, nei futuri esercizi, di imponibili fiscali in grado di assorbirle. E da una lettura della nota integrativa è possibile capire se negli esercizi futuri esistono o meno tali presupposti e, dunque se il redattore del bilancio ha iscritto correttamente tali imposte anticipate in bilancio o se l’ha fatto in violazione del predetto principio, magari per nascondere l’esistenza di un risultato economico negativo (altro indizio dell’esistenza di problemi latenti nella gestione aziendale).

Con i bilanci 2016 il legislatore ha cancellato, dallo schema di conto economico, l’area della gestione straordinaria. Tuttavia, ha disposto che, qualora il relativo risultato sia determinante sul risultato d’esercizio, le informazioni relative all’area di gestione straordinaria debbano essere comunque riportate in nota integrativa. Dunque, da una lettura della nota integrativa (e non del conto economico), sarà possibile individuare se eventi straordinari nella vita di un’impresa (e come tali non ripetibili, si pensi ad esempio ad un furto) siano stati determinanti della formazione del risultato economico.

L’analisi della gestione finanziaria fornisce ulteriori utili informazioni. Nelle aziende italiane, notoriamente poco capitalizzate e, dunque, cronicamente dipendenti dal finanziamento bancario, la gestione finanziaria ha spesso una incidenza non affatti trascurabile sul risultato economico.

La presenza di un elevato indebitamento bancario, per via degli elevati oneri finanziari, porta da un lato ad una erosione importante del risultato della gestione caratteristica (evidente anche nel rapporto oneri finanziari/risultato operativo) e dall’altro ad un aumento dell’imponibile fiscale (con conseguente incidenza sulle imposte che gravano sull’impresa) dovuta alla parziale indeducibilità degli stessi oneri finanziari.

Una lettura di tale dato, insieme ad altre informazioni reperibili dal bilancio, possono utilmente fornire tutta una serie di informazioni sulla gestione dell’azienda, atte ad informare il lettore del bilancio sull’esistenza di eventuali patologie nella gestione aziendale.

Daniele Di Teodoro
Dottore commercialista – Revisore contabile

La lettura del bilancio per un’analisi critica dell’azienda – 1

bilancio d'esercizioL’analisi dell’azienda, dall’esterno, non è esattamente un esercizio agevole. Tuttavia, da una lettura critica dei documenti di bilancio è comunque possibile trarre alcune utili informazoni sull’andamento dell’azienda. Anche per un analista esterno.

Ad esempio, dalla relazione sulla gestione, laddove ne è previsto l’obbligo, è possibile reperire alcune utili e presiose informazioni per indagare la situazione dell’azienda. In tale documento gli amministratori, devono infatti indicare l’andamento del settore di appartenenza, la strategia aziendale, l’evoluzione prevedibiledella gestione, con il supporto di utili indicatori finanziari e non.

Altre utili informazioni sono reperibili dalla nota integrativa (che però, dai bilanci 2016 non è più obbligatoria per le micro imprese). Ad esempio i fatti avvenuti dopo la chiusura dell’esercizio, le operazioni poste in essere con imprese appartenenti al medesimo gruppo ecc..

A tale riguardo, si ricorda che con le modifiche al bilancio, introdotte dal D.Lgs. 139/2015, è stato enfatizzato il ruolo informativo della nota integrativa con la richiesta, da parte del legislatore, di riportare in essa, appunto, maggiori e più utili informazioni circa l’andamento della gestione. Circostanza che potrebbe voler dire, appunto, per un analista esterno, maggiori possibilità di informazione circa l’andamento di una società.

Tuttavia, da un primo esame sui documenti di bilancio depositati presso la Camera di commercio è possibile anche trarre informazioni non recepite nero su bianco sui documenti stessi. Informazioni che, tuttavia, richiedono comunque ulteriori indagini utili a suffragare le prime ipotesi.

Si pensi ad esempio ad un bilancio approvato oltre i 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio, in contrasto con quanto previsto dalla norma, soprattutto se una tale circostanza si accompagna a risultati negativi. Ciò potrebbe essere la spia di tensioni con gli istituti di credito e, dunque, il rinvio dell’approvazione del bilancio potrebbe essere funzionale alla redazione di una situazione dei conti, relativa ai primi mesi dell’anno in cui, si spera, l’aziuenda possa recuperare una redditività valutata positivamente dagli istituti di credito.

Oppure il ritardo potrebbe essere dovuto al mancato raggiungimento del quorum deliberativo, indice a sua volta di un dissidio fra i soci stessi che potrebbe compromettere la continuità aziendale.

Daniele Di Teodoro
Dottore commercialista – Revisore contabile


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