Le novità sui depositi Iva

Le novità sui depositi Iva

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deposito ivaCon il Decreto Legge 193/2016 sono state introdotte alcune importanti novità in merito al deposito Iva.

In primo luogo, infatti, è stata eliminata la distinzione fra diversi tipi di operazione che potevano beneficiare del beneficio della sospensione dell’imposta. Prima della modifica normativa, infatti, il Dl 331/1993, che disciplina, infatti, i depositi Iva, stabiliva che potevano beneficiare della sospensione d’imposta le cessioni di beni, mediante introduzione in un deposito Iva:

  • effettuate nei confronti di soggetti identificati in altro Stato membro della Comunità europea;
  • effettuate nei confronti di soggetti diversi da quelli sopra indicati se relative a particolari tipologie di beni indicate in apposita tabella dello stesso Decreto (fra i quali, ricordiamo la lana, gli oli minerali ecc.).

Con le modifiche introdotte dal Dl 193/2016, scompare la predetta distinzione e si stabilisce, semplicemente, che possono beneficiare della sospensione Iva le cessioni di beni eseguite mediante introduzione in un deposito Iva.

La seconda modifica apportata dal Dl 193/2016 è, forse, quella meno favorevole al contribuente. Infatti, con essa si prevede che per l’estrazione di beni dal deposito Iva, destinati ad essere consumati sul territorio dello Stato, il pagamento dell’imposta può avvenire solo mediante pagamento diretto della stessa. Ossia, diventa impossibile compensarla con altri crediti fiscali.

Inoltre, la novità introduce la previsione che il responsabile del pagamento dell’imposta, dovuta all’atto dell’estrazione del bene dal deposito Iva, è il gestore del deposito stesso, il quale effettua il versamento in nome e per conto del soggetto estrattore.

La modifica entra in vigore a partire dal 1° aprile 2017. Inoltre essa vale, ovviamente, per le merci di provenienza extra comunitaria. Per le merci introdotte nel deposito a seguito di un acquisto intracomunitario, si continuerà a seguire, com’è ovvio che sia, la regola dell’integrazione della fattura che implica il non versamento dell’Iva.

Inoltre, l’estrazione delle merci dal deposito, da parte di soggetti esportatori abituali che si avvalgono della facoltà di effettuare gli acquisti senza applicazione dell’imposta, verrà effettuata, appunto, senza il pagamento dell’Iva.

Ricordiamo che, in questo caso, la dichiarazione d’intento andrà trasmessa, per via telematica all’Agenzia delle entrate la quale rilascerà apposita ricevuta.

Daniele Di Teodoro
Dottore commercialista - Revisore contabile[:]