Le tax expenditures in dichiarazione dei redditi – piccola panoramica, non esaustiva, delle altre spese

Concludiamo la serie di articoli dedicati alle detrazioni fiscali da far valere nella dichiarazionne dei redditi delle persone fisiche 2017.

Nel presente articolo ci soffermeremo su tulle le altre spese per le quali è possibile fruire delle detrazioni.

La detrazione della spesa per polizze assicurative prevede una serie di fattispecie che dipendono anche dal momento in cui il contratto assicurativo è stato stipulato o rinnovato

Iniziamo la carrellata con i premi assicurativi, per i quali occorre fare un distinguo fra i contratti stipulati o rinnovati entro il 31 dicembre 2000 e quelli per i quali il rinnovo o la stipula si sono avuti dal 1° gennaio 2001. Nel primo caso i premi, anche qualora siano versatio all’estero o a compagnie estere, sono detraibili purchè abbiano una durata non inferiore a 5 anni dalla data della stipula e diano la possibilità di ottenere la concessione di prestiti. In questo caso l’onere sostenuto è detraibile nella misura massima di 530 euro.

Le polizze stipulate o rinnovate dopo il 31 dicembre 2000

Per le polizze stipulate o rinnovate dopo il 31 dicembre 2000, i relativi premi sono detraibili se le stesse hanno ad oggetto il rischio di morte o di invalidità permanente non inferiore al 5%, qualsiasi sia la causa che l’ha determinata. Anche in questo caso il limite di spesa massimo detraibile è di 530 euro ed è prevista la detraibilità anche per i premi versati all’estero o a compagnie straniere (s’intende, purchè siano rispettati i requisiti qui richiamati. Il limite di spesa detraibile comprende anche gli importi riportati nella Certificazione Unica (indicati ai punti 341 e 352 della sezione Oneri detraibili), per i quali il datore di lavoro ha riconosciuto la detrazione in sede di ritenuta fistale.

Il caso delle polizze miste

Nel caso delle polizze miste che coprono sia il rischio malattia che quello infortuni, la detrazione è ammessa solo per la parte di premio che copre il rischio infortuni. Nel caso delle assicurazioni contro gli infortuni stipulatre nelle RC auto, è fiscalmente detraibile la parte di premio che copre, appunti, l’infortunio del conducente. A patto, però, che siano state stipulate (o rinnovate) entro il 31 dicembre 2000.

Le polizze a copertura del rischio di non autosufficienza

I premi assicurativi relativi alle polizze aventi ad oggetto il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, al netto dei premi aventi ad oggetto il rischio di morte o invalidità permanente e dei premi per le assicurazioni finalizzate alla tutela delle persone con disabilità grave, sono detraibili nella misura massima di euro 1.291,40. Tale ultimo importo deve comprendere anche i premi indicati nella sezione Oneri detraibili della Certificazione Unica rilasciata dal datore di lavoro (ai punti da 341 a 352). In dichiarazione tale onere è indicato con il codice 39.

Le spese per istruzione nella dichiarazione dei redditi 2017…

Dall’imposta calcolata in dichiarazione dei redditi è possibile, altresì, detrarre le spese sostenute per la frequenza delle scuole dell’infanzia del primo ciclo e per la frequenza della scuola secondaria del sistema nazionale di istruzione. La spesa è detraibile nel limite massimo di euro 564,00 per ciascun alunno o studente.

La detrazione è riconosciuta sia nel caso in cui la spesa sia sostenuta per un familiare a carico, sia se è sostenuta dal contribuente medesimo.

…e per gli asili nido

Anche le spese sostenute per il pagamento delle rette relative alla frequenza degli asili nido da parte dei figli di età compresa tra i 3 mesi e i 3 anni. L’importo massimo detraibile è di euro 632 euro (considerando che la spesa è detraibile nella misura del 19%, la detrazione massima di cui il contribuente può beneficiare è di euro (632 x 19% =) 120,08.

Agevolate sia le rette per asili pubblici che per quelli privati

La detrazione compete per ogni che risulta fiscalmente a carico sia nel caso della frequenza di asili pubblici che privati. Qualora, inoltre, la spesa riguardi più di un bambino, vanno compilati tanti righi del quadro RP, da RP8 a RP13, indicando in ciascuno il codice 33. Va considerato, inoltre che non è possibile indicare in dichiarazione le spese sostenute nel 2016 che il datore di lavoro ha rimborsato nello stesso anno, in sostituzione delle retribuzioni premiali insidace nella sezione “Rimborsi di beni e servizi” della Certificazione Unica. Pertanto l’importo indicato nella dichiarazione dei redditi deve comprendere le somme indicate con il codice 33 nella sezione “Oneri detraibili” della Certificazione Unica (punti da 341 a 351).

Le badanti nella dichiarazione dei redditi…

Le persone non autosufficienti nel compimento degli atti della vita quotidiana, possono detrarre, dalle imposte calcolatre nella dichiarazione dei redditi, le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale (i badandi, appunto). La spesa massima detraibile è di euro 2.100,00 (nella misura del 19%), a condizione che il reddito del contribuente non superi i 40mila euro annui. Nel limite di reddito va considerato anche il reddito dei fabbricati assoggettati a cedolare secca e l’agevolazione ACE.

Il certificato medico per certificare la non autosufficienza

La non auto sufficienza deve risultare da apposita certificazione medica, inoltre il limite di spesa sopra indicato va riferito al singolo contribuente, indipendentemente dal numero di soggetti che usufruiscono dell’assistenza: ad esempio se un contribuente ha sostenuto la spesa per entrambi i genitori, il limite di 2.100,00 euro va ripartito fra i soggetti che hanno beneficiato, appunto, dell’assistenza.

Attenzione agli importi riportati nella CU 2017

Nell’importo vanno ricomprese anche le spese indicate nella Certificazione Unica 2017, ai punti 341 e 352. Tuttavia non possono essere detratte le spese sostenute nel corso del 2016 che, nello stesso anno sono state rimborsate dal datore di lavoro, in sostituzione delle retribuzioni premiali e indicate nella Certificazione Unica 2017, con il codice 15 ai punti da 701 a 706. In ogni caso la detrazione spetta sulla parte di spesa non rimborsata.

Le ricevute di spesa

Le spese devono risultare da idonea documentazione che può consistere anche in una ricevuta firmata dall’addetto all’assistenza. La detrazione non spetta, inoltre, per i lavoratori domestici (c.d. colf) per i quali è previsto un inquadramento contrattuale diverso da quello previsto per gli addetti all’assistenza personale. Per i collaboratori familiari c’è, comunque, la possibilità di detrarre le spese sostenute per i contributi previdenziali, entro dati limiti previsti da tabelle Inps elaborate di anno in anno.

…e le colf

Come accennato appena sopra, dalla dichiarazione dei redditi è possibile portare in detrazione i contributi previdenziali versati per gli addetti ai servizi domestici e al’assistenza personale o familiare (colf, baby sitter, assistenti alle persone anziane). A tale irguardo è possibile detrarre, sino ad un limite di spesa massimo di euro di 1.549,37 euro, solo la parte dio contributi a carico del datore di lavoro.

Nel caso di utilizzo dei voucher

I contributi previdenziali versati tramite i voucher (in questo periodo sotto i riflettori…o il tiro incrociato delle varie fazioni che si fronteggiano sul campo di battaglia voucher si/voucher no) per gli addetti ai servizi domestici potranno essere dedotti dal reddito complessivo per la quota rimasta a carico del datore di lavoro per un importo non superiore a 1.549,37 euro.

Restiamo in tema di contributi previdenziali

I contributi previdenziali e assistenziali versati per proprio conto o per conto di familiari fiscalmente a carico in ottemperanza a disposizioni di Legge e quelli volontari versati alla gestione della forma pensionistica obbligatoria di appartenenza possono essere dedotti dal reddito.

Alcune tipologie di contributi

Fra questi contributi rientrano anche, ad esempio, i contributi versati all’assicurazione obbligatoria Inail riservata alle persone del nucleo familiare per la tutela contro gli infortuni domestici (l’assicurazione casalinghe).. Oppure rientrano fra i contributi deducibili dal reddito, nella dichiarazione annuale, anche quelli versati facoltativamente alla gestione pensionistica obbligatoria di appartenenza, compresi quelli per la ricongiunzione dei periodi assicurativi, come il riscatto della laurea.

Le locazioni degli studenti universitari

Fra le detrazioni fiscali ve ne sono diverse volte ad agevolare gli studenti universitari (o, più spesso, le famiglie che si fanno carico delle spese che li riguardano).

Fra queste vi sono quelle relative ai canoni di locazione per gli immobili occupati. In particolare, se lo studente è iscritto ad un corso di laurea presso un’università situata in un comune diverso da quello di residenza, sono detraibili i canoni di locazione relativi ai contratti stipulati o rinnovati ai sensi della Legge 431/1998. La detrazione spetta nella misura del 19% calcolata su una spesa che, comunque non può essere superiore a 2.633,00 euro.

Alcune fattispecie particolari

La detrazione spetta anche per i canoni relativi ai contratti di ospitalità e agli atti di assegnazione in godimento o locazione, stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative.

Il criterio della distanza

La detrazione spetta se l’Università è ubicata in un comune distante almeno 100 chilometri dal comune di residenza e, in ogni caso, in una provincia diversa o nel Territorio di uno Stato membro dell’Unione europea o in uno degli stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo, con i quali è possibile lo scambio di informazioni.

Alcune situazioni particolari

La detrazione spetta anche se le spese sono state sostenute per familiari fiscalmente a carico; in tal caso, se i genitori hanno a carico due figli iscritti ad un’università, entrambi titolari di un contratto di locazione, ciascun genitore avrà la possibilità di detrarre, dalla propria dichiarazione dei redditi, il 19% sull’importo massimo di 2.633,00 euro.

La detrazione spetta nel limite dei canoni effettivamente pagati (entro il limite sopra specificato, ovviamente).

Le spese per gli amici a quattro zampe

Le spese sostenute dal veterinario per la cura di animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o per pratica sportiva, sono detraibili, sempre nella misura del 19%, nel limite massimo di euro 387,34 euro. Anche in questo caso, come per le spese mediche, è prevista la franchigia nella misura di euro 129,11: ossia, se la spesa sostenuta è, al massimo, pari a tale ultimo importo, non è possibile portare in detrazione nulla, se la spesa è superiore, sino all’importo massimo di euro 387,34, sarà possibile portare in detrazione la differenza fra la spesa effettivamente sostenuta e la franchigia.

E per ulteriori delucidazioni…

Bene, abbiamo terminato l’excursus delle detrazioni/deduzioni fiscali, ben consapevoli di non aver dato il quadro completo previsto dalla vigente normativa. Ovviamente, una simile finalità, oltre a non essere nelle nostre intenzioni, avrebbe richiesto uno spazio eccessivo e non avrebbe mai potuto essere esaustivo stante le numerose casistiche che possono verificarsi e che possiamo constatare nella pratica professionale quotidiana.

Pertanto, se avete quesiti particolari sull’argomento, non esitate a contattarci utilizzando il modulo che segue:

Redazione Blog

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