Le tax expenditures in dichiarazione dei redditi – le altre spese per la casa

Proseguiamo con l’excursus delle detrazioni fiscali da far valere in dichiarazione dei redditi.

Sono anni oramai che abbiamo imparato a familiarizzare con le detrazioni fiscali riconosciute alle spese sostenute per la ristrutturazione e il risparmio energetico degli edifici. Agevolazioni inizialmente introdotte in via temporanea e prorogate di anno in anno e, successivamente rese stabili (alcune di esse).

Con il presente articolo intendiamo solo rinfrescare un po’ di regole al riguardo, essendo, oramai, la materia, diventata di estrema familiarità per il contribuente italiano (nonostante le frequenti variazioni sul tema introdotte dal legislatore e la stratificazione di regole diverse, nel corso degli anni).

Le spese per il recupero del patrimonio edilizio, fra conferme e provvedimenti temporanei

Le spese legate agli interventi per il recupero del patrimonio edilizio sono, in particolare, quelle relative agli interventi di manutenzione straordinaria sulle singole unità immobiliari (qualsiasi sia la loro categoria catastale) e relative pertinenze.

Sono detraibili, inoltre, le spese inerenti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria su parti comuni degli edifici residenziali. Ancora, sono detraibili le spese relative al restauro e al risanamento conservativo degli edifici, alla ristrutturazione edilizia e all’acquisto/assegnazione di immobili facenti parte di edifici ristrutturati, se l’acquisto o la ristrutturazione sono avvenute entro determinate date.

La misura della detrazione fiscale è pari al 50% se le spese sono state sostenute fra la data del 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 2016. Se la spesa è stata sostenuta, invece, al di fuori di tale intervallo di date, la detrazione è minore ed è pari al 36%.

La detrazione può essere fruita in 10 rate annuali di pari importo, tuttavia, coloro che avendone diritto, negli anni passati l’avevano ripartita in 5 o 3 rate, possono continuare ad applicare tale rateizzazione.

Un tetto di spesa a geometria variabile

Il tetto di spesa ammesso al beneficio è di 48mila euro se la spesa è stata sostenuta dal 2005 al 25 giugno 2012. Se la spesa è stata, invece sostenuta nel periodo 26 giugno 2012 3 dicembre 2016, il tetto di spesa per il quale si può beneficiare della detrazione è elevato a 96mila euro.

Tale limite di spesa va riferito alla singola unità immobiliare sulla quale i lavoro sono stati eseguiti, di conseguenza, se in riferimento al medesimo immobile vi sono più soggetti che hanno diritto alla detrazione (vedi ad esempio i comproprietari), il tetto di spesa va diviso fra di essi.

Inoltre, sempre in riferimento al tetto di spesa che può fruire della detrazione, nel caso di lavori iniziati in anni precedenti, al fine della determinazione del tetto, occorre sommare le spese sostenute nei vari anni.

Quando l’immobile passa di mano che ne è delle detrazioni in corso di fruizione?

Se l’unità immobiliare sulla quale sono stati eseguiti i lavori viene venduta o donata, quando ancora si sta godendo della detrazione per le rate residue, salvo diverso accordo fra le parti, le quote di detrazione residua, si trasferiscono insieme all’immobile. Dunque, attenzione, nel caso in cui vogliate vendere l’immobile e sullo stesso state ancora fruendo della detrazione delle rate di spesa residue, e volete continuare a fruirne, dovete far risultare, dall’atot di vendita, la vostra intenzione di non trasferire, insieme all’immobile, anche il beneficio fiscale.

Sempre in materia di trasferimento dell’immobile sul quale sono stati fatti gli interventi agevolati ma, questa volta, per causa di morte, il diritto alla detrazione si trasmette a quello, degli eredi, che mantiene la detenzione materiale e diretta del bene.

Se le spese vengono sostenute dall’inquilino o dal comodatario, quest’ultimo conserva il diritto di continuare a beneficiare delle detrazioni anche dopo il termine del contratto di affitto o di comodato.

Come già anticipato sopra, la percentuale di detrazione del 50% è stata confermata, dalla Legge di bilancio per il 2017, per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2017. A partire dal 1° gennaio 2018, la detrazione resta ma torna al precedente limite del 36%. Parimenti, con lo stesso provvedimento è stato prorogato il tetto di spesa di 96mila euro per unità immobiliare e, parimenti, il tetto, dal 1° gennaio 2018, verrà nuovamente portato a 48mila euro (sempre per unità immobiliare.

Le spese per mettere gli edifici in sicurezza rispetto al rischio sismico

Le spese sostenute in relazione agli edifici, sono agevolate con la detrazione fiscale anche se sostenute in riferimento ad interventi effettuati per mettere, lo stesso edificio in sicurezza rispetto al rischio sismico. In questo caso, sono agevolate le spese sostenute dal 4 agosto 2013 al 31 dicembre 2016 per le quali le misure autorizzatorie sono state attivate dopo il 4 agosto 2013, su eduifici ricadenti in zone sismiche ad alta pericolosità. La spesa, inoltre, deve essere riferita ad immobili adibiti ad abitazione principale dove, contribuente e/o suoi familiari dimorino abitualmente o ad attività produttive.

La detrazione che, in tale ipotesi spetta, è nella misura del 65% fino ad un ammontare complessivo di spesa di 96mila euro.

Le spese per il risparmio energetico

Con la Legge di bilancio 2017, fra le altre è stata anche prorogata la possibilità di detrarre fiscalmente, le spese sostenute in relazione ad interventi finalizzati al risparmio energetico degli immobili. Con tale provvedimento, inoltre, la detrazione è estesa agli interventi relativi alla posa in opera di schermature solari (fino ad un limite di spesa di 60mila euro) e all’acquisto di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili (fino ad un limite di spesa di 30mila euro).

Più in particolare, gli interventi agevolabili sono: 1) la riqualificazione energetica di edifici esistenti; 2) gli interventi sull’involucro di edifici esistenti; 3) l’installazione di pannelli solari; 4) la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale.

In ogni caso la detrazione va ripartita in 10 rate annuali di pari importo, entro il limite massimo previsto per ogni tipologia di intervento effettuato.

La detrazione per l’acquisto di mobili destinati all’arredo degli edifici ristrutturati

La Legge di bilancio 2017 ha, inoltre, prorogato l’agevolazione fiscale relativa alle detrazioni per acquisto dei mobili e dei grandi elettrodomestici da destinare all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione edilizia. In questo caso, la detrazione spetta nel limite del 50% della spesa sostenuta (spesa che non deve eccedere i 10mila euro) e gli elettrodomestici devono essere di classe almeno A+. In questo caso le spese sono detraibili se sostenute dal periodo 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2017. Tuttavia, per le spese sostenute nel 2017, la detrazione è consentita solo se l’intervento di ristrutturazione è iniziato a partire dal 1° gennaio 2016.

Il limite di spesa dei 10mila euro va riferito all’unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze o alla parte comune dell’edificio oggetto di intervento di ristrutturazione, indipendentemente da quello che è il numero di contribuenti che partecipano alla spesa. Ossia, se il numero delle persone è superiore ad uno, la spesa sostenuta (o il limite massimo di spesa ammissibile alla detrazione, qualora la spesa sostenuta sia superiore a 10mila euro), va ripartita per il numero di persone e, al numero così ottenuto si applica la percentuale del 50%. Come per le spese di ristrutturazione edilizia, anche in questo caso la detrazione va fruita in 10 quote annuali di pari importo.

I mobili acquistati dalle giovani coppie per l’arredo del loro nido

Sempre riferito all’aquisto di mobili, il legislatore ha disposto che le giovani coppie che costituiscono un nucleo familiare da almeno tre anni, composto da coniugi (coppie civilmente sposate) o conviventi more uxorio, in cui almeno uno dei componenti non ha superato il 35-esimo anno di età e che acquistano un’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale, ricorrendo tutte le condizioni previste dalla Legge, hanno diritto a detrarre fiscalmente il 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili nuovi destinati all’arredo dell’immobile stesso.

Per le spese sostenute nel 2016 la detrazione è calcolata su un ammontare di spesa massima di euro 16mila. Si è detto, più sopra, che la condizione di formazione del nucleo familiare, sia per le coppie sposate che per quelle conviventi more uxorio, deve durare da almeno tre anni. Per queste uiltime, la condizione deve essere attestata dall’iscrizione dei componenti dello stesso nello stato di famiglia o mediante autocertificazione rilasciata ai sensi del DpR 28 dicembre 2000, numero 445.

Redazione Blog

SE HAI DOMANDE SULL’ARGOMENTO SCRIVICI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *