Le tax expenditures in dichiarazione dei redditi – le spese dell’area sanitaria

La stagione delle dichiarazioni dei redditi sta entrando nel vivo. Nel presente articolo ci occupiamo di quelle che, in gergo tecnico vengono definite, in un inglesismo che, oramai è entrato nel vocabolario quotidiano, tax expenditure, ossia le spese sostenute dal contribuente, nel proprio interesse o in quello di persone fiscalmente a carico e che vanno a ridurre il carico fiscale per il contribuente.

Tali spese si dividono in oneri deducibili, che vanno a ridurre l’imponibile fiscale, ossia la somma dei redditi su cui si calcolano le imposte e oneri detraibili, ossia le spese che riducono direttamente le imposte da versare (attualmente tale riduzione è nella misura del 19 o del 26%).

Come già anticipato, le spese si considerano deducibili/detraibili a patto che siano state sostenute per esigenze personali proprie o di una persona a carico, nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel corso del quale le spese sono state sostenute (principio di cassa). In parole povere le spese che sono state sostenute (materialmente pagate), nel corso dell’anno 2016 finiscono nella dichiarazione dei redditi presentata nel 2017 (entro il 30 settembre) e, dunque, riducono le imposte che vanno pagate entro il prossimo 30 giugno.

Nel quadro RP del Modello Redditi vanno indicati gli oneri deducibili e gli oneri detraibili

Materialmente, la sezione della dichiarazione dei redditi destinata ad accogliere questi oneri deducibili/detraibili è il quadro RP suddiviso in 7 sezioni. Per quanto riguarda la tipologia delle spese, si spazia dalle spese mediche, a quelle per l’istruzione a quelle per ristrutturare la propria casa, oneri con i quali, il contribuente italiano ha preso familiarità. Tranne le novità che, di anno in anno, vengono introdotte con le varie leggi di bilancio annuale o con i milleproroghe, tali spese si mantengono invariate di anno in anno. Anzi, alcune di queste spese, introdotte inizialmente per mezzo di leggi ad hoc che venivano prorogate di anno in anno (ci riferiamo alle spese per ristrutturazioni edilizie), si è assistito successivamente ad un loro “consolidamento” nell’ordinamento tributario italiano, rendendole così permanenti, attraverso il loro inserimento nel Tuir (Testo unico per le imposte dirette).

Si va dalle spese mediche a quelle per istruzione, dalle spese per interessi sui mutui alle detrazioni per canoni di locazione degli immobili

La prima tipologia di spesa che incontriamo nel quadro RP sono le spese mediche. In questa tipologia distinguiamo le spese per prestazioni sanitarie da quelle per medicinali. Le spese sanitarie, di qualunque tipo esse siano, generiche, specialistiche, chirurgiche, farmaceutiche, ecc.) sono cumulabili fra loro ai fini del calcolo della detrazione fiscale, calcolata, nella misura del 19%, sull’importo eccedente la franchigia di € 129,11 se sono sostenute nell’interesse proprio (una spesa sostenuta nella misura di 500,00 euro è detraibile per euro 370,89. Tuttavia, nel quadro RP della dichiarazione le spese mediche vanno indicate per il loro ammontare totale, senza ridurle della franchigia.

Rientrano fra le spese sanitarie anche le spese per acquisto di medicinali, le quali vanno documentate da fattura o da scontrino fiscale (parlante), con la specificazione di natura, qualità e quantità dei beni e l’indicazione del codice fiscale del destinatario. In particolare, il documento di spesa dovrà indicare il numero di autorizzazione all’immissione in commercio (Aic), rilevato mediante lettura ottica del codice a barre di ciascun farmaco. Per quanto riguarda, invece l’indicazione della natura del prodotto acquistato, è sufficiente che sul documento risulti indicato, genericamente di «farmaco» o «medicinale», ma può anche indicare, «med.» o «f.co». Sono altresì consentite sigle, quali «Otc» o «Sop». Per quanto riguarda i prodotti omeoèatici, è sufficiente che lo sullo scontrino sia riportato «omeopatico». Sono detraibili, infatti, anche le spese per l’acquisto di farmaci omeopatici.

Particolari tipologie di spesa sanitaria

Sono considerate prestazioni sanitarie che danno luogo a spese detraibili, anche quelle dei dietisti, purché siano prescritte da un medico. Tuttavia le spese sostenute per prestazioni di dietisti che rientrano tra le figure professionali elencate nel D.M. 29.3.2001 possono essere detratte anche senza una specifica prescrizione medica.

Anche le spese sostenute per prestazioni chiropratiche, rientrano fra quelle che beneficiano della detrazione fiscale, purché siano rispettate le seguenti condizioni: 1) sono prescritte da un medico, sono eseguite in centri autorizzati, 3) le prestazioni devono essere eseguite sotto la responsabilità tecnica di uno specialista.

La spesa per dispositivi medici

Per poter detrarre la spesa per l’acquisto di dispositivi medici, non è necessario che lo stesso avvenga in farmacia ma il beneficio spetta anche se l’acquisto avviene in erboristeria. Per la detrazione, infatti, non è necessaria la qualifica del soggetto venditore, quanto il fatto che sullo scontrino/fattura risulti il soggetto che sostiene la spesa e la descrizione del dispositivo medico. Inoltre è necessario che per ciascuna tipologia di prodotto il contribuente sia in grado di comprovare che la spesa
riguarda dispositivi medici contrassegnati dalla marcatura Ce, attestante la conformità
alle Direttive 1993/42/Cee, 1990/385/Cee e 1998/79/Ce. La natura del dispositivo e della protesi può essere identificata anche mediante le codifiche utilizzate ai fini della trasmissione dei dati al sistema tessera sanitaria quali AD (spese relative all’acquisto o affitto di dispositivi medici con marcatura CE) o PI (spesa protesica).

Per poter beneficiare della deduzione delle spese sostenute per la frequenza di corsi di musicoterapia e ippoterapia per familiari portatori di handicap, purchè siano effettuati in centri specializzati, sono necessari la prescrizione di un medico che ne attesti la necessità per la cura della patologia e la fattura di un centro specializzato dalla quale risulti che le prestazioni sono state effettuate direttamente da personale medico o sanitario specializzato (psicoterapeuta, fisioterapista, psicologo, ecc.) ovvero sotto la loro direzione e responsabilità tecnica.

Sono detraibili, nella misura del 19%, anche le spese per prestazioni rese da psicologi e psicoterapeuti per finalità terapeutiche, senza che sia necessaria la prescrizione medica (vedi circolare dell’Agenzia delle entrate numero 20 del 2011.

L’acquisto di medicinali all’estero

E la spesa per l’acquisto dei medicinali all’estero, è detraibile? In realtà ai fini della loro detraibilità si applicano le stesse regole in vigore per le spese mediche sostenute in Italia, dunque, si, la risposta è affermativa a patto che vengano rispettate alcune regole peculiari per il tipo di spesa. In tal caso, infatti, sarà necessario, in primo luogo, disporre di documentazione dalla quale sia possibile ricavare le stesse informazioni richieste per l’acquisto di medicinali in Italia. Qualora la farmacia straniera abbia rilasciato un documento di spesa da cui non risultino le predette indicazioni, il codice fiscale del destinatario potrà essere riportato a mano sul documento medesimo e la natura del prodotto («farmaco» o «medicinale»), la qualità (nome del farmaco) e la quantità dovranno risultare da una documentazione rilasciata dalla farmacia.

E’ possibile che la documentazione sanitaria sia in lingua originale, in tal caso va corredata da una traduzione in italiano. Più in particolare, se la documentazione è in inglese, francese, spagnolo o tedesco, la traduzione può essere eseguita e sottoscritta dallo stesso contribuente, se invece è in una lingua diversa dalle precedenti, occorre la traduzione giurata. I contribuenti che hanno il domicilio fiscale in Valle d’Aosta e nella Provincia di Bolzano non è necessaria la traduzione in lingua italiana, se la documentazione è redatta, rispettivamente, in francese e in tedesco. La documentazione in sloveno, infine, può essere corredata di una traduzione italiana non giurata se il contribuente, residente nel Friuli VeneziaGiulia, appartiene alla minoranza slovena.

La spesa per figli a carico

Se la spesa sanitaria è sostenuta per i figli a carico, la detrazione o la deduzione spetta al contribuente al quale è intestato il documento. Se, invece, il documento non è intestato al contribuente ma direttamente al figlio fiscalmente a carico, le spese, in linea di principio devono essere suddivise al 50% fra i due coniugi. Tuttavia, qualora i genitori intendano ripartire le spese in misura diversa dal 50%, devono annotare sul documento stesso la percentuale di ripartizione. Se uno dei coniugi è fiscalmente a carico dell’altro, quest’ultimo può considerare detraibile, dalla propria dichiarazione dei redditi, l’intera spesa sostenuta, anche, ovviamente, qualora il documento di spesa sia intestato al figlio.

Le spese sostenute dagli eredi per parenti defunti

Gli eredi hanno diritto alla detrazione d’imposta oppure alla deduzione per le spese sanitarie del defunto da loro sostenute dopo il suo decesso. Sulla documentazione che certifica il sostenimento delle spese sanitarie detraibili accade spesso che figuri anche l’importo dell’imposta di bollo (se la spesa supera € 77,47), in questo caso, l’imposta può essere considerata come costo accessorio ed è ammessa in detrazione, insieme al resto delle spese mediche. Ciò è possibile, ovviamente, solo nel caso in cui l’imposta sia stata effettivamente addebitata al cliente ed evidenziata a parte nel documento di spesa.

Segue…

Redazione Blog

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